lunedì 18 settembre 2017

Come l'Iphone sta plasmando la mente dei nostri ragazzi

Iniziata la scuola da meno di una settimana, siamo già bombardati di peregrine polemiche sui cellulari. Perfino la ministra Fedeli ha preso parte alla fiera delle parole per dire la sua, suscitando polemiche che si protrarranno almeno fino alle vacanze natalizie, durante le quali pandori e spumanti ammorbidiranno i toni e smorzeranno gli ardori dei più consunti analisti delle politiche scolastiche.
A me personalmente è capitato un episodio interessante.




Nelle classi del mio istituto, i cellulari vengono raccolti dai ragazzi in una graziosa scatola di legno leggero, custodita sulla cattedra dai vigili occhi del docente. Nelle mie classi tutte le mattine alla prima ora avviene un rituale. E' una processione che prevede il saluto al docente ("Buongiorno, Professore!" "Buongiorno Caro") e la deposizione della protesi tecnologica nella scatola (rigorosamente a schermo in basso, ma non so dirvi il perché).
Alla prima ora del primo giorno di scuola, una ragazza si avvicina alla cattedra tutta infervorata, mi saluta e poi, con una certa verve, mi mostra orgogliosa l'Iphone 7 che le è stato regalato. I compagni strabuzzano gli occhi di fronte all'epifania della mela, brillante sotto i raggi del sole settembrino. E la ragazza, più raggiante che mai, mi dice "Ha visto, prof.? Ce l'ho fatta! Ce l'ho pure io il Sette!" facendo riferimento al mio telefono, una mela di settimo livello appunto. Quindi la ragazza posa con cura il suo device-da-compagnia nella scatola e torna nello stato catatonico di studentessa-in-età-preadolescenziale-al-primo-giorno-di-scuola.
Io resto basito, non tanto per l'Iphone7 di per sé (nella scatola, a occhio e croce, ci saranno tra gli 8 e i 12 mila euro in cellulari), quanto per la foga con cui la ragazza ha annunciato di "avercela fatta". Avercela fatta a fare che? A farsi regalare l'oggetto dei suoi desideri? A essere uguale o più degli altri?  C'è davvero qualcosa di poco comprensibile in tutto questo. Per questo uno legge: per capire. E cercando cercando, qualcosa ho trovato.

Riporto qui un interessante articolo tratto da Business Insider Italia. E' una testata giornalistica che non conoscevo, quindi vi prego di non storcere il naso se per caso - conoscendola - la trovate stucchevole, partigiana, poco seria. La notizia che viene riportata ha meritato la mia attenzione, tutto qui. La fonte è il blog di una psicologa statunitense, molto quotata e titolata, consulente di grandi testate giornalistiche d'oltreoceano, quindi -sempre con la dovuta dose di prudenza - è autorevole.
Nell'articolo viene descritta tutta una serie di mutamenti che l'utilizzo dello smartphone (di cui l'iPhone è comunque il capofila, essendo l'icona della telefonia tanto tra i giovani quanto tra gli adulti) attiva nella nostra mente. La psicologa arriva alla conclusione che oggi i ragazzi  - ricordo che stiamo parlando di adolescenti statunitensi, tra i quali l'evoluzione degli smartphone è arrivata un po' prima rispetto all'Italia - desiderano molto uscire con gli amici. Che c'è di strano? C'è di strano che questi ragazzi sono cresciuti con lo smartphone in mano, l'oggetto del desiderio di ogni adolescente o preadolescente Italiano.
Dicevo che appunto noi italiani siamo un po' (poco) indietro rispetto ai cugini d'oltreoceano, per cui non mi sembra strano che queste rivoluzioni comportamentali arriveranno da noi in breve tempo.
Chissà.

Nessun commento:

Posta un commento

Come l'Iphone sta plasmando la mente dei nostri ragazzi

Iniziata la scuola da meno di una settimana, siamo già bombardati di peregrine polemiche sui cellulari . Perfino la ministra Fedeli ha preso...