Lo spot ci catapulta nel mondo del meraviglioso. lo stupore si impadronisce della nostra mente che va in tilt e ci bombarda di questioni di vitale importanza.
Quel che vediamo è vero o no?
Quella spaccata è reale?
Possibile che i camion, andando indietro, non spappolino l'uomo?
Lo posso fare pure io? Domani mi iscrivo a Yoga e inizio a prepararmi chiamando Mario, il camionista che tutte le mattine scarica la verdura al mercato rionale.
E poi la luce del tramonto, la musica epica che aumenta la percezione della sfida all'impossibile, la muscolarità dell'attore, il suo sguardo fisso su di noi. Tutto concorre a creare il senso di un'impresa. alla fine dello spot una domanda sorge spontanea, anzi due.
1) Ma quel che ho visto è vero?
2) Ma cosa sta cercando di vendermi lo spot?
Nessun commento:
Posta un commento